Teatro La Fenice
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Autore del testo letterario
Piave Francesco Maria
Murano (Venezia), 18 Maggio 1810 - Milano, 5 Marzo 1876
Compositore
Verdi Giuseppe
Roncole di Busseto (Parma), 10 Ottobre 1813 - Milano, 27 Gennaio 1901

Stiffelio

melodramma tragico in tre atti (sc 11, 7, 10) di Francesco Maria Piave, musica di Giuseppe Verdi
Luogo di rappresentazione: Venezia, Teatro La Fenice
Data : Martedì 13 Gennaio 1852, ore 20:00
Stagione: Stagione di Carnevale-Quaresima
Prima assoluta: Trieste, Teatro Grande, 16.XI.1850
Tratto da: Le Pasteur, ou l'Evangile et le Foyer, di Émile Souvestre e Eugéne Bourgeois
PersonaggiInterpreti
1. Stiffelio
     ministro assasveriano
Lodovico Graziani 
2. Lina
     sua moglie, figlia di
Kattinka Evers 
3. Stankar
     Vecchio Colonnello Conte dell'Impero
Filippo Coletti 
4. Raffaele
     Nobile di Leuthold
Antonio Galletti 
5. Jorg
     altro vecchio Ministro
Agostino Rodas 
6. Federico di Frengel [e] Antonio Zuliani 
7. Dorotea
     cugini di Lina
Palmira Prinetti 
8. Fritz
     servo che non parla
N. N. 
Responsabili 
Scenografo Giuseppe Bertoja 
Maestro concertatore Carlo Ercole Bosoni 
Libretto:

Stiffelio. Libretto di Francesco Maria Piave musica del maestro Giuseppe Verdi da rappresentarsi al Grande Teatro della Fenice in Venezia il Carnevale 1851-52, Milano, Giovanni Ricordi, s.d., 34 pp., 17,5 x 11,5 cm, Dramm. 594; Id., 17,5 x 11 cm, Dramm. 595, con visti della censura.


Mutazioni di scene:

I.1: Sala terrena nel castello del conte di Stankar; nel fondo una porta nel centro, con finestra a sinistra dello spettatore, un camminetto ardente a diritta. Davanti la finestra, verso la metà della scena, una gran tavola con varii libri, tra i quali uno piuttosto grande legato in tutto lusso con fermaglio chiuso a chiave. L'ocorrente per iscrivere. I.10: Sala di ricevimento nel castello, illuminata e parata per una festa. II.1: Antico cimitero. Nel centro è una croce con gradini; a sinistra la porta d'un tempio internamente illuminato, a cui si ascende per grandiosa scalea; a destra più in fondo vedesi il castello di Stankar; la luna piove sua luce sulle sparse tombe ombreggiate da spessi cipressi; tra queste una ve n'ha di recente.


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